Nocciola ‘delle Langhe’: si parte da una menzione geografica per arrivare all’IGP

Prende finalmente forma la possibilità di tutelare le nocciole delle Langhe attraverso un nuovo marchio di riconoscimento europeo. L’Europa infatti ha espresso parere favorevole, indicando quale dovrà essere l’iter burocratico da seguire.

Il percorso è stato presentato oggi (martedì 27 febbraio) dai rappresentanti del Comitato promotore che si è insediato a fine novembre e riunisce tutte le istituzioni del territorio: il GAL Langhe e Roero che lo guida con il suo presidente, l’eurodeputato Alberto Cirio, l’Ente Fiera della Nocciola con il presidente Flavio Borgna, l’Unione Montana Alta Langa con il presidente Roberto Bodrito, l’Unione dei Comuni della Langa del Barolo con il presidente Roberto Passone e l’Associazione commercianti albesi con il presidente Giuliano Viglione. Presente anche il presidente della Provincia di Asti Marco Gabusi, in rappresentanza della Langa astigiana.
Si partirà con una menzione “delle Langhe” all’interno del disciplinare già esistente della Nocciola Piemonte Igp, per poi arrivare ad una nuova e autonoma IGP denominata “Nocciola delle Langhe”.
Un percorso portato avanti in collaborazione con il mondo dei produttori: a cominciare dal Consorzio IGP Piemonte che presenterà al Ministero all’Agricoltura la richiesta di modifica del disciplinare attuale per inserire la menzione “delle Langhe” per le nocciole prodotte in questa specifica area geografica. Il tutto sempre d’accordo e in stretto contatto con Confcooperative Asprocor e Ascopiemonte e le tre organizzazioni di categoria, Confagricoltura, Coldiretti e Cia.
«Il Comitato – sottolinea l’eurodeputato Alberto Cirio, presidente del Comitato Promotore – è tra i fautori del ricorso pendente al Tar del Lazio contro l’uso del nome Langhe su tutto il territorio italiano, dopo il suo assurdo inserimento all’interno del registro vivaistico nazionale. Ma lo scopo per cui è nato è il riconoscimento dell’unicità della nostra nocciola. Abbiamo chiesto un chiarimento normativo alla Direzione Agricoltura della Commissione Ue, che ha espresso parere favorevole e ci ha indicato il percorso da seguire. Il primo passo sarà una menzione geografica all’interno dell’attuale disciplinare che consentirà la dicitura Nocciola Piemonte Igp “delle Langhe” per quelle prodotte nelle nostre colline. Essendo una modifica minima potrà essere fatta direttamente a Roma dal Ministero, con cui abbiamo già condiviso e concordato questa possibilità. Per i nostri produttori sarà un primo risultato importante, perché potranno usare il marchio “Langhe” sui loro prodotti, cosa oggi vietata. Il passo successivo, però, che è da sempre il nostro reale obiettivo, sarà la nascita di una nuova e autonoma IGP. Abbiamo già raccolto la documentazione storica, organolettica e commerciale per dimostrare l’unicità della Nocciola delle Langhe, in termini di qualità e prestigio internazionale. Il parere favorevole di Bruxelles è ciò che attendevamo. Costituiremo con le organizzazioni agricole un nuovo consorzio, che avrà il compito di predisporre il dossier e presentare ufficialmente la richiesta all’Europa per il riconoscimento della “Nocciola delle Langhe Igp”».
Su 6.000 ettari di superficie coltivata a Nocciola Piemonte Igp, 4.500 sono nelle Langhe, quindi più del 75%. Senza considerare i produttori che non fanno parte dell’Igp attuale e che in futuro potranno scegliere di aderire alla nuova Indicazione Geografica. Il territorio di produzione della “Nocciola delle Langhe Igp” potrebbe superare i 5 mila ettari.
«Con l’introduzione della menzione a cui puntiamo oggi – conclude Alberto Cirio – risolveremo il problema in etichetta, ma noi vogliamo il riconoscimento del prodotto. Perché è il migliore al mondo e una nuova IGP è il modo per suggellarlo così come è stato fatto con il Barolo. D’altra parte, la Nocciola delle Langhe è il nostro Barolo».