“Le etichette sugli alimenti potranno continuare a dire ‘senza’”

Il Parlamento europeo ha deciso, nel plenum dell’Aula, di lasciare le etichette, apposte sulle confezioni dei prodotti alimentari, libere di dire anche “senza” un determinato ingrediente. La decisione è passata a Strasburgo con un voto quasi unanime assunto dagli Europarlamentari in occasione dell’approvazione del documento annuale sulle linee guida per il mercato e la concorrenza nell’area UE.

Documento praticamente in linea con il testo che era scaturito dalla Commissione del Parlamento europeo, eccezione fatta appunto per il paragrafo – appoggiato dai Deputati Alberto Cirio e Fulvio Martusciello – che dopo un primo ok ristretto non ha invece passato l’esame decisivo, quello dell’assemblea plenaria del Parlamento UE la quale, sovvertendo appunto il parere dei deputati commissari, ha stabilito che le etichette dei prodotti alimentari potranno continuare a indicare l’assenza di specifici ingredienti.
Una decisione che era stata preceduta da un intenso dibattito fra due diverse scuole di pensiero e il cui esito finale ha incontrato il plauso del Direttivo nazionale di Unionalimentari, la federazione delle PMI agroindustriali aderenti a Confapi e di cui sono Presidente Antonio Casalini, leader del gruppo Midi Lazzaroni, e Vicepresidente Vicario l’albese Giuseppe Rossetto. Proprio Unionalimentari, da Roma, aveva fatto partire una lettera indirizzata ai Parlamentari di Strasburgo prima della decisione assunta dal plenum, per spiegare le proprie ragioni di contrarietà al divieto di apporre in etichetta diciture dedicate all’assenza di uno specifico ingrediente.
“La bocciatura pressoché unanime di tale divieto – sottolinea Casalini – da parte dell’assemblea Parlamentare di Strasburgo conferma quanto lo stesso fosse semmai contrario agli obiettivi della concorrenza e della tutela dei consumatori con le cui associazioni abbiamo tenuto un filo diretto nella consapevolezza di come certe battaglie vedano convergere i produttori industriali e i clienti finali dei prodotti alimentari. La nostra presa di posizione è andata a esclusivo favore della libertà e della trasparenza informativa”.

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