Commissione legalità, Rossetto (Confapi): “Radicamento territoriale e semplificazione la duplice sfida”

A distanza di un mese oramai dal proprio insediamento, la Commissione ministeriale per la legalità – scaturita da un’intesa siglata a Roma fra Ministero dell’interno e Confapi nazionale – comincia a stilare un bilancio d’esordio delle proprie attività. Le quali – come tiene a precisare l’avvocato albese Giuseppe Rossetto, designato dall’Associazione di categoria di Roma a farne parte – “è destinata a svolgere un compito che sarà sempre più essenziale per promuovere non solo una cultura della legalità all’interno del mondo imprenditoriale delle aziende medio-piccole, ma anche la coerente applicazione di tutte quelle normative in tema di sicurezza e privacy i cui costi burocratici hanno, come è noto, una incidenza maggiore a carico proprio delle PMI”.

Giuseppe Rossetto, che nelle designazioni nazionali affianca il dottor Francesco Napoli, numero due di Confapi a Roma e leader delle PMI Calabresi, tiene a confermare l’ottimo clima di coesione collaborativa venutosi a creare all’interno della Commissione stessa “e che, con l’avvento del futuro Governo, dovrà essere ancora di più valorizzato e capitalizzato. La sfida – prosegue l’avvocato Rossetto – è quella di rendere operativo l’accordo di legalità nei singoli territori regionali e, ove richiesto, provinciali, con l’obiettivo di conseguire un sempre più trasparente mercato degli appalti, a vantaggio delle PMI rispettose delle regole, e di semplificare l’applicazione delle norme vigenti, non di rado tese a duplicare obblighi e adempimenti.
Ringrazio il presidente nazionale di Confapi, dottor Maurizio Casasco, e il suo vicepresidente, dottor Napoli, per la fiducia nei miei confronti e per l’ottimo clima di collaborazione instaurato in una materia e in un settore dove il boom tecnologico digitale è destinato a incidere sempre di più sugli aspetti di sicurezza e di riservatezza dei dati sensibili delle aziende. Molti obblighi, destinati a entrare in vigore nei mesi a venire, necessitano di un congiunto impegno pubblico privato che li renda interpretabili e applicabili in modo univoco e senza gravami aggiuntivi o impropri”.

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