Alambicchi, Vapori e profumi: i distillati, mondi paralleli ma non troppo

Questa settimana sbirciamo, dando un occhiata più da vicino a quello che è il mondo dei distillati. Purtroppo non sempre è chiara la differenza tra liquori grappe aromatizzate e distillati; facciamo quindi un breve riassunto.

Distillati e liquori sono due cose diverse: il primo si ottiene da distillazione, mentre il secondo da tutt’altro processo.
I liquori sono ottenuti da miscelazione di alcool, acqua, zucchero e sostanze aromatizzanti (erbe, semi, piante, radici, fiori, frutta) e, in alcuni casi coloranti (artificiali o naturali).
Si classificano in base alla metodologia di preparazione:
– per macerazione
– per distillazione di un infuso alcolico
– per percolazione (metodo industriale con qualità pessima)
A differenza dei distillati dove i componenti più importanti sono alcool e profumi, nei liquori sono le sostanze aromatizzanti.

Le grappe aromatizzate sono ottenute andando a distillare le vinacce (che possono essere derivanti da più vitigni diversi o da monovitigni ) alla quale vengono lasciate poi in infusione erbe o frutta.

I Distillati sono bevande ottenute da distillazione di sostanze vegetali fermentate (ottenendo il prodotto solo ed esclusivamente dalla condensa del vapore ottenuto dalla “bollitura” della materia prima).Si dividono a seconda delle materie prime utilizzate troviamo cosi: armagnac, brandy, calvados, cognac, grappa, whisky, rum…
I componenti importanti sono gli acidi (acido acetico), gli esteri (danno i profumi), i chetoni (lasciano note poco fini), gli aldeidi (piacevolezza della bevanda) e i terpeni (aromi primati).

Capirete bene che è qui che entra in gioco l’arte del mastro distillatore di trovare la ricetta giusta, dettata dalla ricerca di una materia prima di qualità e dalle tempistiche necessarie. Per capire meglio di cosa sto parlando siamo andati a intervistare i proprietari di “Cascina Dama” e ad assaggiare i loro prodotti. Al momento tre la linea Distillegal produce distillati di Fragola, Frutti di bosco e Kiwi partendo dalla coltivazione della frutta fino alla spedizione di questo concentrato di profumi

Ecco per voi:

Danilo e Marco come è iniziata la vostra avventura?
Non abbiamo inventato nulla, abbiamo semplicemente trasformato e sviluppato quella che ancora oggi è la nostra passione per la cura della frutta che fin da bambini ci portiamo dietro. Dopo qualche anno di ricerche, di prove, di notti insonni, è nata l’idea che trasformare la frutta in Spiriti, fosse un modo diverso e più vicino alla nostra filosofia, per trasmettere ciò che ogni buon frutto porta con se: profumi e sapori.

Quale è la vostra filosofia sulla concezione di un prodotto di qualità?
La qualità per noi è la cura quotidiana di pianta e frutto, fino alla raccolta e alla lavorazione dello stesso. Per questo la nostra non è una ampia produzione, bensì molto limitata. Per farti un esempio, l’anno di produzione del nostro 328 ha visto la lavorazione di 8 quintali di fragole, che ci han regalato 156 bottiglie di distillato, tutte numerate manualmente e singolarmente per valorizzarne la pregiata materia prima. Non puntiamo ai numeri, ma crediamo in ciò che lo Spirito trasmette.

Avete un personaggio che vi ha ispirato nella partenza di questa avventura?
Abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscere e parlare con il Maestro Gianni Capovilla, ritenuto da tutti il miglior distillatore al mondo. Non è stata una vera e propria ispirazione, ma da lui abbiamo appreso quel che oggi spinge e alimenta la nostra quotidianità; abbiam fatto nostra una sua frase: “Ogni mattina quando mi alzo scopro di avere un futuro, perché ogni giorno grazie a questo lavoro, ho qualcosa di nuovo da scoprire”. Con la semplicità e l’umiltà di chi crede nella propria passione, si possono fare passi avanti ogni giorno.

I distillati sono un prodotto di nicchia già in partenza, come vi ha accolto il mercato ?
Non è facile entrare in un mondo in cui sai già in partenza di essere “per pochi”. Però la cura verso la materia prima e l’attenzione nel far rivivere il frutto iniziale nel prodotto finito, stanno creando curiosità e interesse da parte di molte persone e questo per noi è qualcosa di molto positivo.

Perché la fragola?
Il primo prodotto è stato il 328 – Distillato di fragola; siamo di Peveragno, qui ci sono le nostre radici e non poteva esser altrimenti che il primo prodotto fosse la trasformazione di quello che è il frutto simbolo del nostro paese

Quali sono i progetti futuri?
Ce ne sono molti, perdon, moltissimi. Sicuramente nel breve periodo, da una parte, l’intenzione di ampliare la varietà di frutti da trasformare (per esempio lamponi, mirtilli, ciliegie, e cosi via); dall’altra affiancare alla produzione dei distillati, la produzione di infusi e liquori con erbe, spezie e frutta che arrivino sempre dal nostro “orto”. Nel medio periodo il progetto è quello di creare due distillati (vodka e gin) unendo tra loro materie prime in un mix ad oggi ancora mai utilizzato. Questo progetto da ancor più rilevanza alla nostra ricerca della qualità, poiché la ricetta che andremo ad utilizzare, sarebbe industrialmente difficile da ammortizzare e da realizzare, visti tempi di maturazione e cicli produttivi lunghi.

Dove possiamo degustare i vostri prodotti?
Saremo lieti di accogliere tutti gli “amici” presso la nostra sede, dove c’è la possibilità di degustare i prodotti e assaporare ciò che essi racchiudono. Siamo in Via San Giovanni n.20 a Peveragno. Abbiamo ricreato sia all’interno che all’esterno della struttura piccoli angoli in cui chi viene a trovarci ha la possibilità di prendersi un po’ di tempo per se e immergersi in quelle emozioni che il distillato vuole trasmettere.

Come consigliate la degustazione di un vostro distillato?
A noi però piace dire agli “amici” che vengono a farci visita, che il modo migliore per sentire appieno ciò che il distillato ha da comunicare, è lasciarsi andare alle sensazioni ed emozioni che si provano assaporandone i profumi e i sapori. Ciò che conta davvero, è che il tempo che si dedica alla degustazione deve esser qualcosa che rimarrà nella mente come un ricordo piacevole e da rivivere.

Una storia di profumi, dedizione e passione grazie “Amici”.

Nato a Cuneo nel 1988, scopre fin da ragazzo il valore dei prodotti del territorio, della loro ricercatezza e la passione per la comunicazione. Durante gli anni all’Alberghiero di Mondovì scopre il piacere della raffinatezza del servizio di sala negli ambienti di lusso e coltiva la passione per la conoscenza del vino in quanto prodotto in continua evoluzione e unicità. Appena finiti gli studi inizia un percorso di crescita professionale finalizzata alla carriera lavorando in Hotel a 5 stelle e Leading Hotel alternando le stagioni con ristoranti ricercati affacciati al lago di Como, lago Maggiore, entroterrra Toscano, Svizzera Tedesca e Italiana. E’ proprio in Svizzera che diventa sommelier professionista, tornando poi nel Cuneese come maitre/sommelier con l’obbiettivo di aprire un locale proprio dedicato alla convivialità ma con sempre un occhio di riguardo alla qualità. Come ultima esperienza dopo Palazzo Righini, lavora per un anno all’interno della cantina dei Marchesi di Barolo. Attualmente è titolare della Vineria Caffè Bric a Brac di Peveragno svolgendo anche servizio di Enoteca. Appassionato di Montagna e sempre più interessato alla buona arte di vivere ha iniziato da poco a organizzare congressi inerenti l’alimentazione come arte e non solo finalizzata a essa stessa ma ai benefici che ne comporta.