Al Salone del libro di Torino l’esperienza cuneese della Montagnaterapia

Il 13 maggio ricorrono i 40 anni dell’approvazione della legge 180 , conosciuta anche come legge Basaglia, che ha rivoluzionato l’assistenza psichiatrica, spostando la cura della malattia
mentale dal manicomio nella comunità creando una rete di servizi territoriali e privilegiando un approccio alla sofferenza mentale fondato sui bisogni delle persone e delle famiglie.
Ci sono voluti 20 anni per chiudere i 98 ospedali psichiatrici presenti sul territorio nazionale ed il percorso di messa a regime della rete nazionale delle strutture nei dipartimenti di salute mentale non può dirsi pienamente conclusa.
Il dipartimento di Salute Mentale di Cuneo, diretto da Francesco Risso, con l’équipe del Centro Diurno che si occupa dei percorsi riabilitativi, e alcuni utenti, sarà presente lunedì 14 maggio alle
12.30 al Salone del Libro di Torino per presentare il libro “Un Quintino di Salute “ esperienze di MontagnaTerapia alle pendici del Monviso.
La psicologa del DSM di Cuneo Daniela Massimo interverrà alla tavola rotonda, moderata dal dirigente responsabile del settore Inclusione sociale Livio Tesio, insieme all’assessore regionale
alle Politiche Sociali Augusto Ferrari, a quello all’Ambiente e Sviluppo della Montagna Alberto Valmaggia, l’educatrice del Consorzio socio-assistenziale di Chieri Elena Perizzolo.
Spiegano gli organizzatori: “Il libro raccoglie le testimonianze di utenti di diversi sevizi sanitari (CSM Savigliano, Mondovi, Ceva, Saluzzo, Cuneo), sociali (Consorzio Monviso Solidale) di operatori,
volontari, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, famigliari, richiedenti asilo, esperti di montagna che hanno partecipato all’esperienza di montagna terapia svoltasi il 28 e 29 agosto scorso presso il rifugio Quintino Sella. Un’esperienza in cui il camminare insieme in montagna ha permesso di “accorciare le distanze”, ha favorito contaminazioni professionali, culturali,
generazionali che ne sono state la forza e la bellezza, nel tentativo di mantenere attuale l’eredità del pensiero basagliano”.

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